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Eroda
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Eroda, o Eronda (in greco antico Ἡρώδας? o Ἡρώνδας, Herondas) (Alessandria d'Egitto o Coo, III secolo a.C. – Coo, inizio II secolo a.C.), è stato un poeta greco antico.
Contents
• Mimiambi
• Note
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Biografia
Sulla vita di Eroda abbiamo ben poche notizie, a partire dal nome attestato nelle tre forme di Eroda (mwcaἩρώδας), Erode (mwcqἩρώδης) ed Eronda (mwcgἩρώνδας).
Probabilmente nacque ad Alessandria e fu attivo soprattutto nell'isola di mwdaKos (dove è ambientato il secondo mimiambo - riferimento al tribunale della città isolana -, forse anche il primo e molto probabilmente il quarto), avendo contatti con la Ionia e particolarmente con Efeso. Pare quasi certo che entrò nell'ambiente mwdqalessandrino dei due mwdgTolomei, il mwdwFiladelfo e l'mweaEvergetecite-ref-1[1].
Mimiambi
Di Eroda ci sono giunti otto componimenti in parte lacunosi, più un nono del tutto frammentario, tornati alla luce nell'mwgaOttocento grazie a ritrovamenti mwgqpapiracei. Infatti, nel mwgg1891, il mwgwfilologo mwhainglese mwhqFrederic George Kenyon pubblicò un papiro del mwhgBritish Museum di mwhwLondra, che conteneva 7 mwiamimi e mwiqframmenti di un ottavo mimo. Kenyon li attribuì ad Eroda sulla scorta della mwigtradizione indiretta, vale a dire delle citazioni, attribuite esplicitamente a Eroda, che si trovano nei testi di autori posteriori a lui e che combaciano con i testi contenuti nel papirocite-ref-2[2].
I componimenti di Eroda sono definiti "mwkamimiambi" (mwkqμιμίαμβοι) cioè mimi composti in mwkgmetro giambico nella forma di mwkwscazonti o mwlacoliambi.
Nel I, mwlgLa mezzana, ovvero, la tentatrice (mwlwΠροκυκλὶς ἢ μαστροπός), un'anziana mezzana vuole costringere invano una giovane donna a tradire il compagno, che è in viaggio, con un giovane ragazzo.
Il Mimiambo II, mwmqIl lenone (mwmgΠορνοβοσκός), è l'arringa difensiva di un lenone che afferma di esser stato aggredito assieme alle sue dipendenti da un cliente, mentre il III, mwmwIl maestro di scuola (mwnaΔιδάσκαλος), è la discussione tra la madre di un allievo indisciplinato e svogliato e il maestro, i quali si lamentano della pigrizia e delle malefatte dello studente; questi viene bastonato, ma non appena liberato sbeffeggia il maestro.
Il IV mimiambo, ossia mwngLe donne che sacrificano ad Asclepio (mwnwἈσκληπιῷ ἀνατιθεῖσαι καὶ θυσιάζουσαι), è la rappresentazione di due donne che si recano al tempio di mwoaAsclepio e ammirano estasiate le statue e le suppellettili del luogo sacro; è evidente che il modello siano mwoqLe siracusane di mwogTeocrito.
Più scabrosi i due mimiambi successivi: nel V, mwpaLa gelosa (mwpqΖηλότυπος), una donna pensa di venire tradita dallo schiavo con cui si sollazza e lo vuole far torturare, ma alla fine viene placata da una giovane schiava, mentre nel VI, mwpgLe amiche a colloquio, ovvero, le donne impegnate in una conversazione privata (mwpwΦιλιάζουσαι ἢ ἰδιάζουσαι), è un discorso tra due donne che elogiano le qualità di un "oggetto di piacere" fabbricato con maestria da un calzolaio, che ritorna ne mwqaIl calzolaio (mwqqΣκυτεύς) con il nome di Cerdone, dove illustra le proprie merci ad alcuni clienti e premia la ragazza Metrò con un paio di calzature per avergli procurato due donne con cui fare affaricite-ref-3[3].
Infine, il mimiambo VIII, mwrwIl sogno (mwsaἘνύπνιον), è il mimiambo più importante perché rappresenta l'investitura poetica di Eroda. Al risveglio da un sogno, Eroda chiama i suoi schiavicite-ref-4[4], a cui narra il suo sogno: dopo aver ucciso una capra, partecipa a una gara durante un rituale di Dioniso, ma viene duramente rimproverato da un vecchio arrabbiatocite-ref-5[5]. Questo sogno che il poeta interpreta si riferisce alla critica che la sua poesia riceverà e alla quale seguirà il suo trionfocite-ref-6[6], in diretta connessione con mwvqIpponatte (v. 78), ed è abbastanza ovvio che il vecchio con cui contende il premio è il suo modello. D'altra parte, la capra che rappresenta la sua poesia è un dono di Dioniso (v. 68); la scelta di quella divinità può davvero essere spiegata solo con il suo ruolo di patrono della poesia drammaticacite-ref-7[7].
Del nono componimento, mwwwLe donne a colazione, pubblicato successivamente, ci resta davvero poco.
Il mondo poetico e concettuale di Eroda
Per quanto riguarda i mimiambi di Eroda, bisogna sfatare il comune mito di una produzione scurrile e poco curata, giudizio dovuto ad una lettura superficiale dell'opera del poeta alessandrino. In realtà l'attività poetica di Eroda è caratterizzata da una dottrina paragonabile a quella degli altri due autori ellenistici di riferimento, mwxgCallimaco e mwxwTeocrito, a cui egli si rifà continuamente come nel quarto mimambo, che si ispira direttamente al mimo teocriteo de mwyaLe Siracusane.
Il linguaggio utilizzato da Eroda, pur rappresentando in alcuni casi, come nel mimiambo sesto, una tematica facilmente soggetta allo scadimento nel volgare e nella risata sguaiata, mantiene sempre una raffinatezza ricercata che impedisce di soffermarsi su particolari scabrosi che ogni giambografo avrebbe sicuramente trattato. Come si può capire dal mimiambo riguardante il sogno di Eroda, egli si ispira sia metricamente che linguisticamente ai modelli di mwygIpponatte, autore di mwywEfeso e inventore del mwzatrimetro giambico scazonte. Eroda quindi adotta un linguaggio vario, di registro sempre adeguato al tema trattato e mai troppo scurrile, come invece a lungo creduto. La sua lingua rappresenta una unione di base mwzqionica con apporti dell'mwzgattico ipponatteo, da cui attinge anche il gusto per l'mwzwhapax legomenon, il significato ricercato e raro del termine, la metafora e le figure di parola, come nel tipico stile della poesia mwaaellenistico-alessandrina.
Note
cite-note-11. ↑ W. G. Headlam, mwbwHerodas, Cambridge, CUP; 1922, p. IX.
cite-note-22. ↑ Cfr. mwcwClassical texts from papyri in the British Museum, including the newly discovered poems of Herodas, edited by F.G. Kenyon, London, printed by order of the Trustees, 1891 (mwdaeditio princeps, da un mwdqpapiro conservato nel mwdgBritish Museum, a cura di mwdwFrederic George Kenyon).
cite-note-33. ↑ Su questo mimo, cfr. A. Sumler, mwewA Catalogue of Shoes: Puns in Herodas Mime 7, in "Classical World", n. 103 (2010), pp. 465–476.
cite-note-44. ↑ vv. 1-14.
cite-note-55. ↑ Vv. 14-65.
cite-note-66. ↑ Vv. 66-79.
cite-note-77. ↑ Ad esempio, Callimaco, mwiaEpigrammi, 8 Pf.
Bibliografia
Edizioni critiche
• mwjqHerodas. Facsimile of the papyrus 135 in the British Museum, <London, Printed by order of the Trustees, 1892>.
• mwjwHerondae mimiambi [...], quartum edidit Otto Crusius, Lipsiae, in aedibus B. G. Teubner, 1908 («Bibliotheca Teubneriana»).
• Hérondas, mwkqMimes, texte établi par J. Arbuthnot Nairn et traduit par Louis Laloy, Paris, Les belles lettres, 1928; 2a. ed. 1960 («Collection des Universités de France» G 46).
• Eroda, mwkwI Mimiambi, testo critico e commento per cura di Nicola Terzaghi, Torino, Chiantore, 1948.
• mwlqHerodae mimiambi, introduzione, testo critico, commento e indici a cura di Giulio Puccioni, Firenze, La nuova Italia, 1950 («Biblioteca di studi superiori. Filologia greca» 10).
• Eroda, mwlwI mimiambi, edizione critica e traduzione a cura di Quintino Cataudella, Milano, Nuovo istituto editoriale italiano, 1982.
• mwmqHerodae mimiambi, cum appendice fragmentorum mimorum papyraceorum, edidit Ian C. Cunningham, Leipzig, B.G. Teubner, 1987 («Bibliotheca Teubneriana»).
• Eronda, mwmwMimiambi, a cura di Lamberto Di Gregorio, v. 1: mwna1-4, Milano, Vita e Pensiero, 1997 («Biblioteca di Aevuum Antiquum» 9).
• Eronda, mwngMimiambi, a cura di Lamberto Di Gregorio, v. 2: 5mwnw-13, Milano, Vita e Pensiero, 2004 («Biblioteca di Aevuum Antiquum» 16).
• Herodas, mwoqMimiambi, cum appendice fragmentorum mimorum papyraceorum, edidit I. C. Cunningham, Monachii et Lipsiae, in aedibus K. G. Saur, 2004 («Bibliotheca Teubneriana»).
Traduzioni italiane e saggi
• mwpqI mimi di Eroda, a cura di Giovanni Setti, Modena, E. Sarasino, 1893 (prima traduzione italiana).
• E. Merone, mwpwI diminutivi in Eroda, Napoli, Istituto della stampa, 1953.
• D. Bo, mwqqLa lingua di Eroda, Torino, Accademia delle Scienze, 1962.
• Eronda, mwqwMimiambi. Commediole dal III sec. a.C., a cura di Silvana Grasso, Palermo, S. F. Flaccovio, 1989 («Parco centrale» 4).
• mwrqMimiambi, a cura di Valentina Barbieri, Milano, La vita felice, 2016.
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikisource
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itEròda, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaNicola Festa, ERODA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
• citerefsapere-itEròda, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Herodas, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere di Eroda, su Open Library, Internet Archive.
• Tullio Balzano, mwvgRICERCHE SU ERODA, Biblioteca dell'Istituto di Filologia Classica, mwvwUniversità di Trieste, 1959: Note testuali, interpretazioni e problema della rappresentabilità teatrale.